ANGOLI PERDUTI

L’angolo di una stanza che si apre, che si allarga, che si allontana e quindi si mostra. Un angolo che apre delle prospettive. Un paradosso di cui le fotografie di Alexandre Morelli non si sbarazzano mai. Tutto questo è comunque molto reale. Siamo nell’angolo di una stanza, di un salotto, di un ufficio, del corridoio di un museo… eppure, lungi dallo sbattere contro tutti questi angoli, lo sguardo sfugge.

C’è del mistero in queste immagini che ci trasportano in un universo ben più ampio dello spazio fotografico. Siamo quindi in un universo bidimensionale, tridimensionale? Si tratta di pittura o di fotografia? Da solo, talvolta un indizio colpisce lo sguardo: l’angolino di un poster, la vernice graffiata di un battiscopa… Questi piccoli dettagli riportano alla realtà lo spettatore: il muro, la stanza, la fotografia. Si passa dall’astrazione geometrica allo spazio concreto, che rapiscono e deliziano l’osservatore.

Con “Angoli perduti” Alexandre Morelli lavora sulle nostre percezioni e ci dà prova che è lo sguardo ad essere protagonista.